Nel 2026 la Finance Transformation con l’AI subirà certamente un’accelerazione. L’intelligenza artificiale non si limiterà ad essere “copilota” che scrive testi o riassume documenti e report. Questa fase, pur utile, è un supporto alla produttività personale ma non trasforma radicalmente i processi.

Il salto vero e propria arriva con l’evoluzione verso l’agentic AI. Si tratta di sistemi che portano a termine task veri e propri in più passaggi, usando strumenti e dati autorizzati, lasciando traccia di ciò che fanno e chiedendo approvazione dove serve.
Si tratta di un’opportunità preziosa per la funzione Finance, determinata da cicli ripetitivi, controlli, eccezioni e scadenze. Un sistema AI costruito bene è dunque in grado di togliere carichi operativi e liberare tempo per ciò che veramente conta.
Qualche esempio?
- Chiusura di periodo: l’AI è in grado di venire in soccorso su matching e riconciliazioni, segnalare anomalie, preparare bozze di spiegazione delle varianze e di supporta la produzione della documentazione. Tradotto, chiusure più rapide e pulite, oltre che abbattimento dei tempi di rework.
- FP&A: il forecasting smette di essere un rito mensile e diventa un radar continuo. L’AI monitora driver, segnala scostamenti, propone scenari e prepara opzioni per l’azione.
- AP/AR : in AP (debiti verso i fornitori) il valore sta nel gestire meglio le eccezioni, mentre in AR (crediti verso i clienti), l’AI può migliorare la disciplina di incasso: segmentazione clienti, next-best-action, comunicazioni coerenti con policy e priorità sui casi critici.
- Controlling: grazie all’AI, più controllo continuo e meno controllo “a consuntivo”, con alert intelligenti e contesto per decidere.
Perché tutto funzioni a dovere, è evidente che l’AI debba essere governata. Se, infatti, l’AI diventa sempre più “operativa”, è essenziale impostare delle regole chiare: permessi, segregation of duties, audit trail, human-in-the-loop nei punti ad alto rischio e data quality. L’AI non ripara dati disordinati: li usa e, se incoerenti. accelera gli errori.
Come spesso accade, il tema è organizzativo. Non si tratta, dunque, di ridurre il personale, quanto piuttosto di ridisegnare processi e funzioni. Meno attività legate ad esecuzioni ripetitive, e più tempo (e persone) impiegate nelle azioni di supervisione, analisi e decisione.
