Un iconico slogan di un colosso della tecnologia, quello con la mela per intenderci, invitava a pensare in modo differente. La differenziazione, nel business moderno, è certamente un valore perché consente alle aziende di essere maggiormente riconoscibili nel mare magnum della concorrenza.

Anche i CFO possono contribuire a rendere la propria organizzazione differente. Il report del primo quarter 2026 di Gartner indica tre ambiti in cui i responsabili degli aspetti finanziari possono concorrere all’obiettivo: la gestione dei casi d’uso relativi all’AI, la modalità di relazione CFO-CEO e la struttura dei costi. Vediamoli sinteticamente.
AI in Finance. Molti sono i progetti che le imprese hanno avviato sul tema dell’Intelligenza Artificiale, ma scarse sono le realizzazioni pratiche che si vedono all’interno dei processi. Il report cita il fatto che l’84% dei team finance è ancora in una fase di pianificazione o deployment. Uno dei fattori che sta rallentando l’implementazione effettiva è che si tende a replicare casi d’uso esterni, dimenticando che i driver di successo sono spesso specifici, “differenti” appunto da azienda ad azienda. Il suggerimento che dà Gartner è quello di operare secondo una logica di “design in reverse”, partendo quindi dall’azione finale che si vuole automatizzare e risalendo nel workflow conoscitivo.
Rapporto CFO-CEO. Anche in questo caso si tratta di ragionare in un’ottica nuova, che si discosti dalla contrapposizione che spesso esiste tra obiettivi (CEO) e risorse (CFO) per raggiungerli. Incertezza economica e cambiamento tecnologico aumentano, peraltro, la pressione e amplificano anche disallineamenti minimi. Questo comporta un ripensamento originale delle dinamiche di potere, delle caratteristiche dei profili di leadership e delle tipologie di conflitto. In pratica, chi saprà dotarsi di una visione “differente” improntata alla costruttività potrà trarne benefici significativi.
L’ottimizzazione dei costi. Gartner, su questo specifico punto, invita a valutare con attenzione un approccio “outside-in” (seguire il mercato e i competitor) poiché non si presta a essere efficace in contesti volatili come gli attuali. È più utile, secondo la società di analisi, una logica inside-out: valutare la spesa in base a capability e asset distintivi.
La proposta, in pratica, è quella di segmentare i costi tra quelli che creano reale “differenziazione” e quelli invece che sono commodity. Il report afferma che un inside-out ben fatto può generare fino al +42% di valore nel lungo periodo.
