Negli ultimi anni, il mondo finanziario sta vivendo una vera e propria rivoluzione grazie a Open Banking, Open Finance e Open Data. Il cambiamento è globale e sta ridefinendo il modo in cui individui e aziende accedono ai servizi finanziari. Ma cosa significa tutto questo nella pratica?

Un esempio concreto di questa trasformazione ci arriva dall’India. Qui, il sistema di identità digitale e la Unified Payments Interface (UPI) hanno rivoluzionato l’inclusione finanziaria, permettendo a milioni di persone di accedere ai pagamenti digitali con un semplice smartphone. UPI, sviluppata dalla National Payments Corporation of India (NPCI), è una piattaforma per i pagamenti istantanei che consente trasferimenti di denaro in tempo reale tra conti bancari, sia tra privati (peer-to-peer) sia tra consumatori e commercianti (person-to-merchant). Un sistema che ha aperto la strada a nuove opportunità per milioni di utenti.
Ma l’evoluzione non si ferma qui. Stiamo assistendo a un passaggio da Open Banking a Open Finance, un concetto ancora più ampio che estende i principi dell’accesso ai dati finanziari a settori come pensioni, assicurazioni, investimenti e mutui.
A livello globale, il trend dell’Open Finance sta accelerando. Ad oggi, ben 95 mercati stanno implementando framework “open”, con una forte spinta soprattutto in America Latina, Asia e Africa. E il 2025 potrebbe essere l’anno della svolta: se si superano alcuni ostacoli ancora presenti, il modello Open Finance potrebbe trasformare radicalmente l’economia globale.
Sebbene le potenzialità dell’Open Finance siano enormi, ci sono, infatti, ancora alcuni nodi da sciogliere. Ecco i principali:
- Standardizzazione delle API – Uno dei problemi più critici è la mancanza di standard comuni. Senza un linguaggio unificato, l’interoperabilità tra banche e terze parti risulta difficile, aumentando costi e complessità.
- Sicurezza e privacy – La protezione dei dati finanziari è una preoccupazione costante. La paura di frodi, cyber attacchi e utilizzo improprio dei dati frena la fiducia degli utenti e delle istituzioni.
- Regolamentazione frammentata – Ogni Paese adotta regole diverse, rendendo difficile l’adozione di soluzioni universali. Per le aziende internazionali, navigare tra normative diverse è un’impresa complicata.
- Compliance e costi di implementazione – Adattarsi alle nuove norme richiede investimenti significativi in tecnologia e formazione. Per le istituzioni finanziarie più piccole, questi costi possono diventare un ostacolo insormontabile.
- Resistenza delle banche tradizionali – Molti grandi istituti finanziari vedono l’Open Finance come una minaccia al loro vantaggio competitivo e stanno opponendo resistenza, persino attraverso azioni legali.
- Adozione limitata da parte dei consumatori – Nonostante i vantaggi, molti utenti sono ancora restii a condividere i propri dati finanziari con terze parti. La fiducia va costruita con trasparenza e garanzie solide.