In uno scenario dove software, algoritmi e Intelligenza Artificiale stanno soppiantando molte attività e processi, anche la consulenza in campo finanziario è a rischio?

Vero è che molte operazioni ripetitive sono state automatizzate, i dati vengono elaborati più rapidamente e strumenti sempre più evoluti consentono di monitorare in tempo reale fenomeni che fino a pochi anni fa richiedevano giorni di lavoro.
Altrettanto consolidato è che, soprattutto in campo finanziario, la consulenza non sembra affatto destinata a scomparire. Certamente, però, assistiamo a un cambio di paradigma in questa attività. Il motivo è semplice: le imprese si muovono in uno scenario nel quale nulla resta stabile a lungo. Evolvono le normative, cambiano i mercati, si modificano le condizioni di accesso al credito, nascono nuovi strumenti di pagamento e si trasformano i modelli di business.
La conseguenza? Anche le strategie finanziarie devono essere continuamente rimesse a fuoco: dopo la costruzione di un buon sistema di controllo, è essenziale verificare che continui a funzionare; l’introduzione di una tecnologia deve essere monitorata per capire se nel tempo è sempre adeguata; non basta conoscere la liquidità disponibile, è necessario sapere come potrebbe cambiare domani. Tutti temi, i precedenti, sui quali la consulenza mantiene un valore prezioso.
Il consulente non porta solo skill di competenza tecnica specialistica ma, sempre più spesso, aiuta l’impresa a leggere la complessità, a mettere in relazione informazioni differenti e a comprendere dove intervenire prima che un problema diventi strutturale.
In ambito finanziario questo significa, ad esempio, analizzare i processi di incasso e pagamento, verificare la qualità dei dati disponibili, individuare inefficienze e colli di bottiglia, migliorare la capacità di previsione e rendere più tempestive le decisioni.
Per un CFO, infatti, il beneficio consiste nel disporre avere una visione attendibile e aggiornata della liquidità aziendale, nel conoscere la dinamica degli incassi, nell’individuare rapidamente eventuali anomalie, nel prevedere tensioni finanziarie e nel disporre delle informazioni necessarie per decidere con rapidità.
Gli strumenti digitali permettono di automatizzare attività, integrare fonti diverse, ridurre gli errori e accelerare la produzione delle informazioni. Ma produrre informazioni non significa di per sé produrre decisioni. Tra il dato e la scelta resta uno spazio che richiede esperienza, capacità di analisi e conoscenza del business. La consulenza, appunto.
È proprio su questo terreno che Wiki Software ha fondato la propria missione: puntuali attività di assesment, consulenza sui processi finanziari, supporto organizzativo e competenze anche in ambito internazionale.
Nel Finance del futuro non vincerà chi avrà più tecnologie digitali, ma chi saprà usare meglio le informazioni che quei sistemi producono.
La consulenza, quindi, non morirà. Diventerà meno esecutiva e più strategica, meno concentrata sugli strumenti e più focalizzata sulle decisioni.
In mercati dove tutto cambia velocemente, il vero valore non sarà avere più dati, ma capire a fondo che cosa significano e che opportunità di business aprono.
