Se la competitività passa dalla capacità di investire in innovazione, tecnologie, competenze e infrastrutture, allora è evidente che nelle aziende è cruciale liberare risorse finanziarie. Da qui la sempre maggiore centralità che il working capital sta assumendo nelle agende dei CFO.

Una delle evidenze più significative arriva dalla 2026 North American Working Capital Survey di The Hackett Group, ripresa ad agosto da CFO.com. Analizzando le 1.000 maggiori società pubbliche non finanziarie degli Stati Uniti, lo studio stima per il 2025 un potenziale complessivo di ottimizzazione del capitale circolante pari alla cifra record di 1,94 trilioni di dollari, rispetto agli 1,73 trilioni dell’anno precedente. Nello stesso periodo, il Days Sales Outstanding (DSO) è aumentato in media di 2,1 giorni.
Lo scenario riguarda gli Stati Uniti, ma il tema riguarda tutte le imprese: fatturare non significa necessariamente disporre di liquidità.
Tra il momento in cui un’azienda genera fatturato e quello in cui il denaro diventa effettivamente disponibile intervengono infatti numerose variabili: crediti commerciali, tempi di pagamento, livelli delle scorte, modalità di incasso e processi amministrativi. La capacità di governare questi fattori determina la velocità con cui il valore prodotto dall’impresa può trasformarsi in liquidità.
Il working capital non è soltanto una voce da monitorare in bilancio, ma sempre di più una leva gestionale strategica. Ma alla dimensione strettamente finanziaria se ne affianca un’altra, altrettanto rilevante: la qualità e la tempestività dell’informazione.
Quando si parla di ottimizzazione del capitale circolante, l’attenzione si concentra su indicatori finanziari come DSO, DPO, inventory days e cash conversion cycle. Esiste però una variabile meno evidente, ma decisiva: quanto rapidamente il Finance riesce ad avere una rappresentazione affidabile della reale posizione finanziaria dell’azienda.
Un pagamento può essere già arrivato sul conto corrente senza essere ancora stato riconciliato. Un insoluto può essere presente senza essere stato tempestivamente individuato. Un incasso proveniente da un payment service può richiedere verifiche manuali prima di essere attribuito alla posizione corretta.
In tutti questi casi si crea una distanza tra ciò che è già accaduto sul piano finanziario e ciò che i sistemi aziendali sono in grado di rappresentare. Una distanza temporale che incide direttamente sulla capacità di intervento.
Ridurre il tempo che separa un evento finanziario dalla sua corretta identificazione significa mettere CFO, tesorieri e credit manager nelle condizioni di decidere prima e sulla base di informazioni più affidabili.
È proprio su questo terreno che automazione e integrazione dei flussi possono incidere concretamente sulla gestione del working capital, trasformando attività tradizionalmente considerate amministrative in strumenti a supporto delle decisioni finanziarie.
Ed è qui che interviene la piattaforma BICTA. La soluzione è articolata in moduli dedicati a diverse fasi del processo finanziario. SDD Coach è pensato per rendere gli incassi più rapidi, semplici e sicuri; Easy Cash consente di avere una visione dello stato delle finanze aziendali; Bank Match automatizza invece la riconciliazione degli incassi ricevuti sui conti bancari.
La piattaforma punta inoltre ad allineare automaticamente i flussi di pagamento con la tesoreria e il sistema bancario, consentendo a CFO, tesorieri e credit manager di lavorare su dati coerenti e aggiornati.
Il beneficio, quindi, non è soltanto amministrativo. Sapere tempestivamente chi ha pagato, quanto ha pagato, attraverso quale canale e quali posizioni risultano ancora aperte significa migliorare la visibilità sulla liquidità e intervenire più rapidamente in presenza di anomalie o insoluti.
In questa prospettiva, la riconciliazione smette di essere una semplice attività di back office e diventa parte integrante della capacità dell’impresa di governare il proprio cash flow che evolve verso una logica di cash intelligence, permettendo alle imprese di non limitarsi a registrare ciò che è già accaduto, ma di disporre delle informazioni necessarie per comprendere prima ciò che sta accadendo e decidere come agire.

