Sempre più real-time. Dati e informazioni aumentano esponenzialmente la propria efficacia quando sono corretti, pertinenti e, soprattutto, disponibili nell’esatto momento nel quale servono. Una condizione sempre più importante anche per i CFO e per la gestione finanziaria delle imprese.

Questa esigenza è fortemente sentita dalle funzioni finanziarie che, per fornire fotografie aggiornate e precise dello stato finanziario dell’impresa, si vedono spinte a sviluppare processi che garantiscano appunto la disponibilità delle informazioni in tempo reale e una gestione finanziaria real time.
Se per molto tempo la chiusura mensile ha rappresentato uno dei momenti centrali dell’attività finanziaria, in un contesto di mercato in cui pagamenti, acquisti, vendite e decisioni avvengono senza soluzione di continuità, i dati generati da questa prassi rischiano di portare sul tavolo del CFO, e quindi al board dell’impresa, un quadro informativo già obsoleto.
Non sorprende quindi che uno dei temi emergenti nel mondo Finance sia quello dello zero-day close, ovvero una chiusura finanziaria sempre più vicina al tempo reale.
In questa direzione, nell’agosto 2026 CFO Dive ha raccontato la strategia di Sarah Friar, CFO di OpenAI, che consiste proprio nella trasformazione della chiusura finanziaria da una corsa periodica di fine mese in un processo continuo, accompagnato da forecasting automatizzato e costantemente aggiornato. L’obiettivo dichiarato è poter disporre di una visione della posizione finanziaria real-time, riconciliata e tracciabile.
Operare in un’ottica zero-day close non significa solo ridurre drasticamente i giorni necessari per la chiusura dei conti, quanto piuttosto spostare progressivamente controlli, verifiche e riconciliazioni dal termine del periodo amministrativo al momento in cui le operazioni avvengono. Risultato: poiché dati e transazioni vengono istantaneamente acquisiti, verificati e allineati, i reparti finanziari possono dedicarsi prioritariamente alle attività di analisi e decisione.
Conditio sine qua non: i dati devono essere sì veloci, ma soprattutto corretti. A maggior ragione se le informazioni provengono da ambienti e applicazioni differenti: pagamenti bancari, ERP, sistemi di tesoreria aziendale, PSP, e-commerce, fatturazione elettronica e applicazioni verticali di terze parti.
Il risultato può essere paradossale: moltissimi dati disponibili, ma ancora numerose attività manuali necessarie per capire a quale cliente appartenga un pagamento, se una fattura sia stata effettivamente incassata o se il dato presente nel gestionale coincida con quello bancario. È qui che la riconciliazione automatica dei flussi finanziari assume un ruolo centrale.
Ed è proprio qui che interviene BICTA, che supporta la sincronizzazione dei flussi finanziari, della tesoreria aziendale e del sistema bancario. Si tratta di una soluzione che diventa un vero e proprio fattore abilitante per una gestione finanziaria real time, mettendo a disposizione dati consistenti, aggiornati e riconciliati sui quali il CFO può lavorare e prendere decisioni più rapidamente.
Se, dunque, automazione e intelligenza artificiale potranno accelerare ulteriormente questa evoluzione verso lo zero-day close, non si potrà mai prescindere, all’interno dei propri modelli decisionali, dalla qualità delle informazioni. E BICTA, in questo senso, rappresenta un bel passo in avanti.

