Quanto deve leggere un CFO!
Essere CFO oggi non significa più soltanto saper leggere un bilancio ma capire dove sta andando l’azienda, prevedere i problemi prima che diventino voragini, parlare con banche, soci, manager, fornitori, consulenti.
Essere CFO oggi non significa più soltanto saper leggere un bilancio ma capire dove sta andando l’azienda, prevedere i problemi prima che diventino voragini, parlare con banche, soci, manager, fornitori, consulenti.
Sei un CFO. Sai dove dovresti essere e cosa dovresti fare, ma sei altrove. Sempre impegnato in mille attività operative rincorse ai dati, riconciliazioni, report da chiudere, fogli Excel da aggiornare, scadenze che si accavallano come onde in una giornata di mare mosso.
C’era una volta il CFO, un uomo solo al comando. A lui il compito di controllare lo stato dei conti, la gestione della liquidità, il presidio dei bilanci e la relazione con banche e revisori. È ancora così? Decisamente no.
Essere sostenibili oggi non significa più soltanto dichiarare un impegno ambientale o sociale. Significa dimostrarlo con dati affidabili, processi verificabili e risultati misurabili. È questo il messaggio centrale dello studio dell’Osservatorio Accredia 2026, realizzato con Prometeia.
Torniamo a parlare di Retail perché lo scenario è sempre più sfidante per le aziende del settore. E-commerce, integrazione tra negozio fisico e digitale e strumenti di incasso diversificati hanno certificato che non è più sufficiente vendere. È fondamentale governare ciò che accade dopo l’acquisto. Pagamenti, incassi e flussi finanziari devono diventare dati corretti, leggibili e utili alle decisioni.
Piattaforme, automazioni, intelligenza artificiale, integrazioni in tempo reale. Giusto partire da qui quando si parla di innovazione nella gestione della finanza aziendale? Ni. Se infatti è vero che le nuove tecnologie stanno trasformando radicalmente il lavoro dei CFO, dei tesorieri e dei responsabili finanziari, esiste un punto critico spesso sottostimato.
Chi si deve occupare della sicurezza finanziaria? Un tempo questo ruolo era riservato a banche, revisori e uffici compliance. Le imprese erano assorbite da altri pensieri: pagare, incassare, registrare e conservare. Oggi questa separazione è sempre meno realistica.
Ogni settore ha una propria lingua. La logistica parla in codici di tracciamento, la sanità in referti e protocolli, il marketing in segmenti, funnel e conversioni. La finanza, per molto tempo, ha parlato con un linguaggio spesso criptico, fatto di messaggi compatti, campi limitati, descrizioni sintetiche e causali talvolta enigmatiche.
Per anni la funzione finance ha seguito un calendario consolidato, quasi rituale, che prevedeva il giorno della chiusura, la fase della quadratura, la verifica degli scostamenti, la ricerca dell’errore che si nasconde in un estratto conto, all’interno del gestionale aziendale o in una causale “creativa”.
La tecnologia è certamente importante, così come la capacità di “leggere i numeri”. Ma non basta. Quando si tratta di ottimizzare i processi finanziari, la vera svolta è individuare un partner che sappia leggere il contesto, comprendere i flussi, integrare i sistemi esistenti e trasformare dati frammentati in informazioni utili per decidere meglio.
Il nostro punto di partenza è un’analisi che McKinsey ha svolto su un numero significativo di CFO. L’obiettivo era comprendere se le aziende alla quali appartenessero fossero realmente riuscite a trasformare gli investimenti realizzati in IA in casi d’utilizzo che abbiano prodotto risultati concreti.
Se è stato un tema riservato a pochi esperti, oggi non lo è certamente più. Il Global Cybersecurity Outlook 2026 del World Economic Forum, che ha visto la collaborazione di Accenture per la sua redazione, ha confermato come il cyber crime sia pervasivo, sia a livello di business che nella vita di tutti i giorni…
Nel mondo della logistica, velocità e precisione non sono un optional: sono ciò che fa davvero la differenza. Ogni giorno le aziende del settore gestiscono incassi, pagamenti, riconciliazioni e flussi finanziari che coinvolgono clienti, commesse e sedi diverse.
Nel 2026 i pagamenti digitali in Italia non saranno più soltanto una questione tecnologica o un adeguamento necessario alle richieste del mercato. Diventeranno, sempre di più, una leva strategica per la competitività delle imprese, per l’efficienza dei processi e per la qualità della relazione con il cliente.
Uno snodo che consente di trasformarsi da fornitore di tecnologia a alleato delle aziende clienti. Consentire alle imprese di visibilità aggiornata e affidabile dello stato della liquidità aziendale consente esattamente di presentarsi con un nuovo status.
Un iconico slogan di un colosso della tecnologia, quello con la mela per intenderci, invitava a pensare in modo differente. La differenziazione, nel business moderno, è certamente un valore perché consente alle aziende di essere maggiormente riconoscibili nel mare magnum della concorrenza.
Tra le richieste che i vendor di ERP e di software di tesoreria si sentono fare sempre più spesso dai clienti c’è quella di vedere la propria liquidità in modo completo e aggiornato, senza rincorrere informazioni tra home banking, file, portali e procedure.
Per un punto Martin perse la cappa! Partiamo da un antico proverbio che illustra plasticamente un vulnus spesso presente nelle offerte di soluzioni ERP e di tesoreria: l’assenza di un sistema di riconciliazione.
Governare le frequenti trasformazioni digitali, presidiare i rischi (cyber, supply chain, reputazione), rispondere ai vertici aziendali e agli stakeholder sempre più esigenti e, soprattutto, prendere decisioni strategiche e operative sostenibili in un contesto normativo in continuo movimento.
Chi nel proprio portfolio offre soluzioni software per la gestione della tesoreria sa bene che il vero valore differenziale non dipende soltanto dalla ricchezza funzionale del prodotto (forecast, cash pooling, exposure, risk, reporting).
Spostiamo un attimo la prospettiva. Quello che ai più può sembrare una semplice transazione finanziaria, in realtà è molto spesso una questione di fiducia.
Nel 2026 la Finance Transformation con l’AI subirà certamente un’accelerazione. L’intelligenza artificiale non si limiterà ad essere “copilota” che scrive testi o riassume documenti e report. Questa fase, pur utile, è un supporto alla produttività personale ma non trasforma radicalmente i processi.
Ancora resilienza? E per di più finanziaria? Sì, un termine forse abusato ma che anche per il 2026 è una discriminante per selezionare le aziende che saranno in grado di cavalcare le onde da quelle che ne saranno travolte.
Vendere, certamente, è cruciale. Ma chi opera nel retail omnicanale, soprattutto se ha responsabilità Finance sa che è essenziale governare tutto ciò che succede dopo la vendita.
L’intelligenza artificiale è già una realtà nella gestione finanziaria delle aziende. Forecasting, budgeting, tesoreria, credit management: l’AI è entrata in questi processi spesso in modo silenzioso, e il suo ruolo è destinato a crescere in modo esponenziale nei prossimi mesi.
Incassi da e-commerce, POS, marketplace, bonifici, RID/SDD, wallet digitali, più conti correnti e più banche: i flussi ci sono, ma vivono in universi paralleli. La riconciliazione è ancora spesso un lavoro artigianale e faticoso, fatto di esportazioni, copie e incolla, macro e controlli a campione.
Quante volte un ordine non è stato recapitato per un indirizzo sbagliato o incompleto? Dietro a ogni pacco che torna indietro ci sono costi, tempo perso, clienti insoddisfatti e processi da rimettere in fila. Non solo, si pensi solo all’attivazione delle campagne commerciali o all’analisi di marketing. Devono poter contare sempre su indirizzi certi e completi.
Avviare un percorso di transizione digitale e automazione dei processi non significa soltanto installare nuovi software.
Nel settore Energy & Utilities l’incasso è il cuore che tiene in vita l’intera macchina operativa…
La gestione di dati e transazioni implica un livello di fiducia che le parti in causa, devono costantemente dimostrare.
Owner del controllo di bilancio e della pianificazione strategica, certamente, ma anche guardiano della resilienza aziendale. Il ruolo del CFO è oggi investito anche delle tematiche relative alla gestione del rischio. Anticipare gli scenari e predisporre contromisure rientra totalmente nelle competenze dell’area finance.
Perché un CFO oggi non si può esimere dall’essere anche un attento conoscitore delle tecnologie digitali? Sembra strano da dirsi, ma ancora oggi molti team finanziari fondano la propria operatività su Excel e report manuali.
Tutto cambia, ci insegnano storia, scienza ed esperienza. Anche il cash flow, o meglio la percezione che hanno le organizzazioni relativamente alla sua gestione.
Ogni margine e ogni minuto contano. La gestione dei flussi finanziari non può essere relegata a un’attività meramente operativa. Incassi e pagamenti sono leve strategiche che incidono direttamente sulla liquidità, sul rischio e sulla capacità di pianificare il futuro di un’azienda.
Ricaricate le pile? Rilassati al mare o sui sentieri di montagna? Anche i Chief Financial Officer sono umani e hanno la necessità di rigenerare le energie e prendere distanza dalle urgenze quotidiane.
Un nuovo mindset per i CFO? Interpretare normative e relative azioni per essere compliant come opportunità per essere più efficienti, efficaci e sicuri.
L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita, diceva Darwin. Ogni minuto conta. Lo sanno bene i team finanziari che si trovano tutt’ora a dedicare tempo e risorse a processi ripetitivi, come la riconciliazione manuale di incassi e pagamenti, il controllo dei flussi, la gestione degli insoluti o la verifica di dati provenienti da fonti diverse.
La capacità di prendere decisioni rapide e fondate è diventata una competenza strategica per ogni CFO. A maggiore ragione all’interno di uno scenario che definire incerto è poco, considerando le “rivoluzioni” economiche e normative che rendono sempre più complessa la vita delle imprese.
Sempre più aziende – dalle startup ai grandi gruppi – stanno scoprendo i vantaggi di una finanza più aperta, integrata e intelligente. Questo trend si sintetizza in una parola: open banking. In sintesi si tratta di un sistema che consente di condividere i propri dati bancari con terze parti autorizzate, attraverso API sicure e regolamentate.
Si sa, le PMI sono costantemente concentrate su come sviluppare al meglio la propria attività. In un mercato sempre più competitivo è essenziale concentrarsi sul core business.
I flussi di pagamento trans-nazionali non sono più solo una questione ad appannaggio esclusivo delle multinazionali. Oggi anche una micro-impresa digitale, una start up o una PMI votata ai mercati internazionali deve saperli gestire. E anche bene.
In un contesto economico sempre più complesso e interconnesso, la governance finanziaria rappresenta uno dei pilastri fondamentali per la sostenibilità e la resilienza di imprese ed enti.
Immagina di dover effettuare un bonifico importante. Tutto pronto, clicchi “invia”… e poi ti accorgi che l’IBAN inserito è sbagliato.
Hai emesso le fatture, hai ricevuto i bonifici, hai spedito gli ordini. Tutto a posto? Non proprio.
Tra il 2024 e il 2025, oltre 250 aziende produttrici di software sono state coinvolte in una grande indagine che ha acceso i riflettori su un tema ormai cruciale per il mondo imprenditoriale: come e quanto l’Intelligenza Artificiale (AI) stia entrando davvero nelle aziende italiane.
Che la sicurezza informatica non sia più solo un tema per il reparto IT ma sia diventata una priorità strategica anche per i CFO è ormai fatto acquisito.
La natura della leadership finanziaria sta cambiando. Quali sono le priorità di un CFO nel 2025? Proviamo a esplorare insieme gli obiettivi chiave che stanno ridefinendo il ruolo di responsabile finanziario…
Il 2024 sarà ricordato come un anno storico per l’economia italiana: per la prima volta, i pagamenti digitali hanno superato il contante in termini di valore transato.